Bugie

Mentre una macchina industriale

Pulisce la mia mente

Con oscure e spigolose melodie

Loro si riuniscono e ridono alle nostre spalle

E firmano trattati segreti

e sono così sfacciatamente soddisfatti

dei loro misteriosi piani,

No, Non lo sa nessuno

Perché noi crediamo

Si, noi crediamo

Siamo stati così imbevuti di bugie

Che ora non sappiamo neppure chi siamo

Schiacciati tra il Papa e il Denaro,

viviamo puzzolenti come cimici

e non lo riconosciamo!

No, non lo riconosciamo!

E ci facciamo la guerra,

stupide galline e galli testosteronici,

accecati dal Potere,

pensiamo di contare,

Perché noi crediamo

Si, noi crediamo

Le potenze ci hanno schiacciato

Controllano le nostre menti

Controllano con messaggi subliminali

e tecniche avanzatissime, le nostre menti.

Mentre al centro il cervello fuma

giacendo spappolato

come uno scarafaggio tanto odiato,

Perché noi crediamo

Si, noi crediamo

E mortificando il nostro orgoglio con le bugie,

ci hanno resi vittime e complici

con incendi e genocidi…

E hanno distrutto l’aria e l’acqua,       

E ci hanno corrotti

coinvolgendoci nei loro oscuri piani,

di schiavitù e sfruttamento.

Ma noi ancora crediamo,

Si, noi,

follemente, crediamo!

Un bisogno necessario

Posso vedere un uomo soffrire

E non patire?

Posso vederlo annegare nelle sue lacrime

E non porgergli un fazzoletto per asciugare il suo mare?

Posso vedere un uomo mandare giù un boccone crudele

E non dargli almeno un dolcino?

Può un figlio veder la madre

E non legarsela al petto

Nell’atto di morire?

No. Questo non è possibile.

Egli è colui che inocula la compassione.

Egli è colui che gronda di amore

Egli è colui che sa tutto, giudica e spaventa.

Non un sospiro, senza che non sappia

Non un’ingiustizia senza che Lui non si accigli

Non un sospiro, senza che non senta.

E allora Dio, perché al mondo muoiono i bambini?

E allora perché al mondo ci sono così tante malattie

Da colmare gli oceani?

Perché gli innocenti annegano,

e i crudeli gioiscono?

No dio, tu non ci sei…

No dio, tu non sei un vero Dio.

Eppure senza di te, chi si invocherebbe

nelle notti nere da non prender sonno?

Chi si pregherebbe per chiedere conforto?

Nell’uomo, no, non di certo!

Siamo zattere senza vele verso un orizzonte

Che non abbiamo scelto,

lanciate alle deriva,

tra le spume del tempo

Senza volto, come il tuo,

che svanisci quando c’è più bisogno,

illusione

necessaria…

Promesse

Dio, perché mi hai fatto questo

Non ho vissuto seguendo i tuoi principi?

Perché allora sto ribollendo da ore di rabbia e rancore

Se sono sempre stato sempre sul cammino dei giusti

Forse che non sono stato all’altezza delle tue aspettative?

Dio, penso che tu mi debba delle scuse

Perché mi hai fatto illudere anche questa volta

Che almeno l’ultimo giorno saresti venuto…

Almeno oggi che è il mio compleanno di morte…

E’ possibile che avesse ragione invece questo mondo così osceno

Eppure, io ho creduto alla tua falsa bontà,

al tuo misero amore,

e ho seguito le tue leggi con abdicazione.

Allora perché mi hai abbandonato anche questa volta

Ora che sto perdendo le ultime penne

Non fare a pezzi anche questo sogno

Non farmi piangere anche questa volta,

lacrime di veleno,

fammi solo credere almeno nell’ultimo istante che ci sei.

Ma i giusti ora ridono di me

E se la spassano alle mie spalle,

Perché lo fanno,

ora che non mi rimane più niente?

Ho lasciato tutto,

e ho seguito le tue prediche da prete di campagna:

umiltà e amore;

Ma ora mi trovo tutto solo

E tu non ci sei

E loro ridono

E non so perchè

Perché mi hai abbandonato

Almeno oggi che è il grande giorno,

dimmi chi sei,

dammi un regalo.

Mentre i corvi si cibano di me

Allevia il mio dolore lancinante,

il mio fegato si sta spappolando…

Eh io che credevo alle tue promesse,

ora che sono alla fine, non credo più a niente!

Kamikaze

Kamikaze

Sei la mia bambola di stoffa

Siamo legati insieme oggettivamente

Deterministicamente ti avvolgi come voglio

Ti ho legata con questo nodo

che lascia i lividi

Ti ho legata stretta a me

Perché siamo due kamikaze

La ragione credimi non c’entra nulla

Ci siamo immolati

Per tagliarci e scambiarci i pezzi

Perché siamo due kamikaze

Ma anche se non si può dirlo

Ora tu sei la mia carnefice

Se solo potessi staccarmi

Lo farei, ma mi hai incollato come un bambino

E le mie membra non esistono più

Ormai è troppo tardi per staccarmi,

ma tu mi hai buttato come una bambola di pezza

con la pelle sanguinante,

senza arti e dove andare

Ora che non ti servo più,

ora che hai i miei pezzi,

e non ti servo più,

Kamikaze di me stesso.

Condannato a morte

Mi sto rigirando nel mio letto spoglio e solitario

quando inizia a rintoccare la campana del tempo,

tutti dormono, solo io sono sveglio.

E ripenso alla mia vita passata

Ora che non ho più tempo:

la clessidra scorre sempre più lentamente,

ora che nulla può più cambiare…

Un prete calvo e un diavolo gentiluomo

mi osservano oltre il muro della vita

per darmi l’estrema unzione

e guardo attraverso loro tutti i miei sbagli,

ma cosa ha fatto il mondo per redimermi una persona migliore?

Si, il mondo è stato molto crudele con me,

ma io non lo sono stato da meno.

E’ impossibile calmarmi,

mi sta vincendo il panico

datemi qualcosa, forse pregare mi potrà calmare:

è veramente la fine,

o un attacco di follia?

Non riesco a smettere di urlare nella mia testa,

e i pensieri sono ammassati,

così che il mio corpo si tende come uno spillo, pronto a scattare.

Le lacrime scorrono veloci e impotenti,

sui miei rimpianti,

forse avrei potuto fare di meglio,

ma dopotutto non sarebbe cambiato molto:

non credo che sia veramente la fine,

e che la vita sia solo un’allucinazione,

perché se ci fosse stato Dio,

mi avrebbe dato un’altra occasione.

Così mentre cammino,

per il sentiero solitario,

gli Angeli mi guardano come corvi,

e mi ricordano austeri,

che finalmente sto andando a vedere la verità.

E il mondo mi assorbirà,

sì, tra le piaghe della sua impurità…

Te

Mentre vedo Te come un albatros

su un cielo superiore e distante

Mi scuso per tutto il tempo sprecato

in stupide illusioni…

Intanto che il ghiaccio si scioglie in lacrime

Man mano che all’orizzonte il sole sorge

mi sento lontano mondi lontanissimi…

Insidie occulte mi fanno persistere,

a pezzi come

cocci di bottiglie

che tu hai provato a raccogliere e aggiustare…

Mentre agognavo a qualcosa di meglio

Per questa breve vita

Ora bramo solo alla mia mera sopravvivenza corporale,

è proprio vero che la libertà è una chimerica illusione?

Eh la lentezza mi ha ucciso tutti gli amori più profondi;

Se solo avessi capito dapprincipio

Molte cose forse sarebbero andate diversamente,

sperando che almeno i ricordi restino vivi

per tutta la vita e anche oltre…

E vengo da te, parlando con una cartolina,

chissà dove, chissà quando…

Cercando di immaginare i tuoi sogni da bambina

In quegli occhi così dolci e luminosi

al di sopra del Tutto,

laddove la luce non cesserà mai

di esistere, come te,

mamma…

La spirale

Mi sono fatto a pezzi lentamente

Io mi sono stracciato la pelle di dosso,

Io incredibile coglione.

Ho voluto provare il fondo,

Una buca più profonda della tua vulva,

Che mi ha risucchiato,

come un verme insaziabile.

E ora che non ci sei più

E’ emersa la tua terribile bugia

E ora che sono solo e tu non ci sei

E miei fantasmi si sono fatti di carne e ossa

Proprio ora che io sto scomparendo.

No, io non credo neppure a Dio

Ma è un bene che questa terribile bugia sia finita

Così hai dimostrato tutta la tua ipocrisia

Ora che stai dando carne e latte al tuo nuovo giocattolo d’amore.

Ero davvero io il traditore?

Tu che mi hai lasciato inerme

Nel periodo più osceno della mia vita.

Per favore Dio fa che tu esista

E scaccia questa stupida idea

Dalle mie orbite vuote

Come quel centro della tua voragine

che risucchia tutto il mio universo.

Abbandonatemi, torre di controllo:

Sto precipitando…

(Prima del risveglio)

Come una fenice uscita viva dal proprio incendio

Quando penso a come

Ero un un pulcino spoglio

Nel labirinto della mia immaginazione

Un sorriso tenue e di argilla

Si forma nei miei occhi

Lo so che non si può sfuggire al giuoco delle parti

Lo so che ogni fiume ha il suo mare

E ogni affluente cerca un compagno

Per conoscere questo mare

Io so solo che l’acqua verdastra

Colpisce le mie pupille

E da queste nasce il sole

Le stelle stanno sopra di me

E mi guardano con compassione

Vorrei per una volta seguire

Il tragitto della ragione

Ma aquile che volano a stormi

Mi becchettano il viso

Lasciandomi ferito

In un lago di sangue

Allora mi rimbocco le mani

Bevo alla sorgente celeste

E invoco l’Universo

Ed esso, vecchio vegliardo,

mi redarguisce

<<Che ci fai solo e soletto

Sotto questo albero che non è il tuo

Apri gli occhi

Guarda la luna

Essa è sempre serena

E anche quando dei nembi

La circuiscono

Essa lascia fare

Consapevole dell’inconsistenza degli umori

Per questo stendi le ali

Lascia il nido

Abbandona il tuo sorriso d’argilla

E fa di te quel che sei

Una fenice che è uscita viva dal proprio incendio>>

Come un angelo

Quella sera ho scelto l’eternità fissandoti negli occhi

Come angeli caduti nella grande città siamo comparsi

Nuotando nel fuoco

Un lampo mi ha attratto a te

E sotto le luci dei lampioni

Navigavamo come argonauti in cerca della nostra isola deserta

Siamo diventati siamesi quella notte

Una ragazza dagli occhi di ghiaccio

Che mi fissava come se non ci fosse nulla da capire

Da quella scatola che si scuoteva

Ballavamo al ritmo di una macchina di acciaio

Ma chi ha inventato che questo sia peccato

Io gridavo: è sempre così?

Poi lentamente risalgo le scale per la mia stanza

Sto camminando come nell’aria

Non può essere certo succeduto per davvero

Ma i suoi occhi erano lì a ricordarmelo

Ora potrei pure morire

Ora che ho scoperto anch’io di essere

Come un angelo

Ma è possibile che sia già finito?

E’ mai possibile?

Se non un altro non morisse per noi

Ogni volta che un uomo

È offeso o calpestato,

Ogni volta che piange in silenzio,

O viene ridicolizzato,

Il mondo muore

e a terra non rimangono che delle briciole

strascinate via dal vento della dimenticanza.

Abbiamo abbandonato la nostra fragilità

Abbiamo, dimentichi di chi siamo,

buttato via i nostri doni più preziosi.

Quante volte abbiamo visto sul mare,

le nubi che eclissano il nastro lunare,

ma quante volte abbiamo prestato la medesima attenzione,

al pianto di un bambino,

picchiato, sfruttato e non accudito…

Per questo c’è bisogno

Di tornare alla scuola delle scuole

E di ripetere

le tabelline dell’umanità e del perdono

coi nostri figli

Essi sono il Cristo

Essi sono la Croce

Essi sono il Crocefisso

Dietro ogni vita spezzata

Chiusa e dimenticata

C’è l’odio del sadismo,

che permea una società malata

ostile contro i “diversi”,

antipatica contro i “deboli”,

Contro ciò che tutti siamo stati almeno una volta:

Se non un altro non morisse per noi.

Poco importa la ragione,

Poco importa il colore o la pelle,

Conta solo colpire prima che la folla si giri

E colpisca noi!

E allora scagliamoci tutti!

E allora distruggiamoli tutti!

E allora picchiamoli tutti!

Così che si dimentichi di noi

E della nostra imperfezione,

per onorare la nuova grande religione:

Hurrà alla forza

Hurrà alla potenza

Hurrà al successo

Morte ai deboli!

Morte ai succubi!

Morte ai derelitti!

Morte all’infanzia!