Considerazioni critiche sulla “gestione” della pandemia in Italia

Mi fa specie, che al culmine della quarta ondata ci siano più voci che dicono di non pubblicare più i dati dei contagiati e dei morti e del tasso di positività tra tamponi effettuati e positivi. Questo perchè i dati metterebbero ansia ai comuni cittadini che non sarebbero in grado di decifrare correttamente le informazioni ricevute. Motivazioni veramente gravi perchè offendono l’intelligenza del cittadino comune che è sicuramente più intelligente di quanto pensino questi sapientoni.Il problema è un altro.

Infatti non si vuole ammettere che la politica del green pass tanto sbandierata come un’innovazione italiana sia stata un parziale fallimento, i ritardi nelle somministrazioni delle terze dosi e che le politiche restrittive prese nell’ultimo mese siano state troppo liberali.Infatti ora stiamo pagando le aperture del periodo natalizio, dato che i morti arrivano generalmente 20 giorni dopo il contagio (Oggi sono 360, apice della quarta ondata, con 186000 positivi e tasso di positività al 16%).

La questione dunque è semplice: ci devono dire chiaramente che col virus ci si deve convivere e non si sa fino a quando, ammettere che la scienza si sta scontrando contro un nemico sconosciuto e che quindi può anche incorrere in qualche fallimento. L’unica cosa da non fare invece è negare le evidenze e non ammettere responsabilità sperando che la questione si risolvi da sè.

In questo caso i cittadini si incazzeranno davvero e inizieranno a dare veramente credito alle frange più estreme dei no vax, con rischi di tenuta democratica delle istituzioni, dato che molte frange dei no vax sono di estrema destra.Una considerazione finale. Invece di preoccuparsi tanto delle capacità interpretativa dei cittadini, perchè non investono chiaramente senza se e senza ma nella sanità pubblica?

Dopo quasi due anni ancora non lo hanno fatto, è questo il fallimento più incredibile. Sembra che questa pandemia non abbia veramente insegnato niente.Si è puntato tutto sui poteri taumaturgici dei vaccini, ma si è sottovalutato quanto una sanità pubblica efficace ed efficiente avrebbe potuto fare per fronteggiare questa maledetta pandemia. E questo perchè? Per le idologie ordoliberali del cavolo, che puntano a ridurre il più possibile l’intervento dello stato, con tutte le conseguenze a cui stiamo assistendo…

Gas naturale e nucleare contro i cambiamenti climatici (l’assurda proposta della Commissione Europea)

E’ veramente surreale che mentre si discute di ridurre significativamente le emissioni di gas serra, la Commissione Europea ha presentato al Consiglio d’Europa (composto dai rappresentanti degli stati dell’UE) la proposta di introdurre tra le fonti di energia rinnovabili i Gas naturali e il nucleare.

La proposta è abberrante e riflette la volontà da una parte della Francia e degli stati dell’est di sfruttare il nucleare o perchè detentori di innumerevoli centrali (caso francese) o per svincolarsi dal gas russo (stati dell’est). Invece sul fronte del gas la Germania avendo scelto di chiudere tutte le sue centrali vuole rifarsi adoperando questa forma energetica, comunque inquinante e con effetti nefasti per la salute del nostro clima.

Insomma da una parte gli stati dell’UE fanno la guerra ai cambiamenti climatici e dall’altra per sopperire alle mancate emissioni di CO2, date da combustibili fossili (petrolio e carbone) reintegrano tornando al nucleare (con tutti i rischi connessi e i problemi di smaltimento che esso comporta, con costi tra l’altro altissimi di gestione e di costruzione delle centrali), dall’altro puntando sul gas che inquina quanto o più della CO2.

Nel frattempo però la nostra Terra è sempre più ammalata, le temperature crescono e con esse i fenomeni estremi dati da ondate di calore sempre più feroci, siccità bibliche ed al contempo alluvioni disastrose, uragani e innalzamento del livello dei mari, causato dallo sciogliersi dei ghiacciai). Insomma c’è poco da essere ottimisti, perchè nel frattempo gli stati emergenti rivendicano il diritto di non poter limitare la propria crescita economica per ridurre le proprie emissioni.

Così mentre la politica e gli attori economici fanno i loro calcoli, e si mette lo sporco sotto il tappetino, si imbocca una strada sconosciuta, che potrebbe creare una crisi peggiore del Covid e contro i cui effetti si dovrà fare i conti per decine o più di anni (perchè il sistema climatico è così complesso che se anche ora non emettessimo più niente in atmosfera la temperatura continuerebbe a crescere per decenni).

Un quadro spaventoso e una crisi che potrebbe diventare non solo ambientale, ma anche politica ed economica, condizionando la vita di ogni essere umano che vivrebbe in un ambiente meno sicuro, più povero di risorse, più conflittuale tra le classi sociali (la mancata crescita economica incidendo sulla ricchezza complessiva farà aumentare la sperequazione sociale) e tra gli stati (scopppieranno guerre sporche per accaparrarsi le riserve idriche).

La sensazione è insomma che la classe politica e dirigenziale abbia fallito in virtù di un sistema capitalistico di produzione fondato non sulla redistribuzione equa della ricchezza prodotta e sulla responsabilità, ma sulla furia accumulativa e accentratrice delle ricchezze, irresponsabile e quindi irrazionale, perchè non tiene conto del benessere dell’umanità e del suo ambiente ma solo del tornaconto economico di piccolissime parti della popolazione mondiale, che in virtù del proprio interesse stanno distruggendo l’ambiente e quindi l’umanità che in quell’ambiente vive.

I numeri del Covid vanno dati!

Ultimamente si sta assistendo ad uno strano fenomeno mediatico. Da quando i contagi sono in forte aumento, qualche infettivologo televisivo dando i numeri, chiede che essi non vengano dati. Parlo ovviamente del numero giornaliero dei contagi, perchè creerebbero ansia e non allerta. Tra questi guru il più agguerrito è un certo Bassetti.

Bassetti non capisce o finge di non capire che tutti i portatori di Covid vanno contegiati e non solo quelli che hanno sintomi gravi, per il solo fatto che seppur asintomatici possono contagiare, specie negli ospedali. Per questo anche se entrano con un braccio rotto, ma sono portatori sani, non vanno assolutamente mischiati con gli altri malati, se non si vogliono creare focolai negli ospedali.

Il genio di Bassetti farebbe quindi bene a starsi zitto e dire che gioco sta facendo lui, e tutti quelli che gli hanno dato tutta questa importanza. La verità è che il Covid in Italia sta cavalcando di nuovo, ma non lo si vuole ammettere per ragioni innanzitutto economiche. Così eliminando i dati si elimina anche il problema. Peccato che però i malati non sono dei numeri che se non dati sanano per magia.

Ma vallo a spiegare a quelli che sostengono che sia solo un’influenza. Forse lo diventerà, ma ancora non lo è. Quindi nel frattempo vacciniamoci (per abbassare la possibilità di ammalarci e di andare ad affollare reparti o peggio le terapie intensive, così da impedire a chi ha avuto un infarto o vittima di un incidente la possibilità di essere curato).

Certo ammettiamo che il discorso del Green Pass è stato sbagliato. Si doveva dire vaccinatevi ma continuate a proteggervi. Invece si sono dannati l’anima esaltando i poteri magici del Green Pass. Poteri che ovviamente non ha e non poteva avere perchè questi vaccini sono utili innanzitutto per impedire un’evoluzione grave della malattia, ma non impediscono di contrarre il virus seppur limitando la sua contagiosità.

Purtroppo chi si nutre di complotti e complottismo non riesce ad accettare la complessità del discorso. Eppure sarebbe così semplice. Semplice come ammettere che la scienza rimane la soluzione migliore in campo medico, seppur come tutti sanno la medicina non è una scienza perfetta. Ma meglio essa che affidarsi ad un mago o a un cretino che tratta la questione con idee risibili, irrazionali, non fondate scientificamente.

Naturalmente di teorie ce ne sono quante volete, ma un’idea va validata con i dati. Ed è certo che i vaccini hanno abbassato la mortalità. Purtroppo però siamo di fronte ad un nemico ostico a farsi ingabbiare perchè muta, come normale nella sua natura di virus.

Per ora abbiamo tentato la strada dei vaccini e risultati ne abbiamo ottenuti. Però se le cose continuano a mettersi male, rimarrà solo una cosa da fare. Convivere con le mascerine nei luoghi affollati e investire tantissimo nella sanità pubblica, costruendo nuove strutture e assumendo più medici e infermieri.

Ecco questo è stato il secondo errore di questo governo (il primo è stata la cattiva comunicazione sul green pass). Si è preferito puntare ciecamente tutto sui vaccini e ora vogliono risolvere il problema mettendo la sporcizia sotto il tappeto. Ma non funziona così caro Bassetti. Non funziona così. La realtà prevale sempre sulle strategie meramente comunicative o peggio manipolatorie.

Dostoevskij e il senso della vita

Oggi è chiaro che Dostoevskij non fosse solo uno straordinario scrittore, ma un vero e proprio filosofo, ovvero che nonostante la polifonia dei suoi romanzi, anzi proprio grazie ad essa, egli avesse in sé un nucleo forte di pensiero.

Un pensiero attualissimo aggiungeremo, che profetizzò i rischi del futuro immanente, come quel Nietzsche tanto diverso negli esiti, eppure tanto simile nell’analisi dell’uomo moderno.

Sarebbe troppo semplice ricordare come Dostoevskij, avesse sentito con grande anticipo il rischio di società iperazionalizzate, ovvero le società totalitarie, condannandone i pericoli, prima ancora che esse fossero realisticamente e politicamente possibili. Ma evidentemente già ne scorgeva il germe quando ne “Le memorie dal sottosuolo” esponeva l’utopia del “palazzo di cristallo” o del “formicaio”, cioè di un modello di società finita per sempre.

Ciò per Dostoevskij era tuttavia una mera utopia, perché l’uomo è un essere infinito, libero e indefinibile. Quindi ogni tentativo di fermare la storia o meglio di superarla, per poi sclerotizzare un sistema necessario, non poteva che essere un fallimento o peggio un pericolo gravissimo, che avrebbe irreparabilmente danneggiato il nucleo più intimo di ogni uomo e di ogni popolo, con le sue culture e le proprie specificità, ovvero contraddizioni interne.

Ma la condanna di Dostoevskij non fu semplicemente politica. La sua era una visione molto più radicale, che riguardava l’essenza autentica di ogni uomo. Dostoevskij riconosceva che l’uomo moderno avesse perso il Senso della propria esistenza dopo la perdita della fede in Dio. Ciò valeva per la verità soprattutto per i ceti più colti, per l’intellighenzia, ma il virus rischiava dall’alto di contagiare tutto il corpo sociale.

Come sappiamo il pensatore che prima di ogni altro ha saputo accogliere l’annuncio della “morte di Dio” fu Nietzsche nella “Gaia Scienza”. Morto Dio l’uomo ha cercato di rispondere a questo terremoto epocale o attraverso le leggi della ragione, ovvero mediante il positivismo che era una evoluzione dell’epoca illuministica, o al contrario mediante l’oscurantismo, il dogmatismo o correnti irrazionalistiche di varia natura.

Dostoevskij era naturalmente acerrimo oppositore di entrambi questi filoni. Perché i primi non potevano che portare o allo scetticismo o al meccanicismo, e i secondi avevano la pretesa di inglobare attraverso atti regressivi astorici la natura per definizione infinita dell’uomo.

In realtà queste tendenze non sono che meri momenti di una dialettica oscillante tra la messa in discussione e la ritrovata verità. Tra il peccato e la redenzione. Entrambi sono necessari e solo attraverso di essi l’uomo davvero vive. Per Dostoevskij ogni altra soluzione o è illusoria o peggio pericolosa mortalmente perché rischia di perdere l’uomo. Noi riaffermiamo il nostro Io più autentico proprio nell’atto della ricerca.

Tuttavia, l’uomo può sempre rifiutare quest’assunzione di libertà, perché troppo gravosa e stancante. E per questo si insinuano ideologie riposanti o anche terrorifiche, come quella del Grande Inquisitore. Ai cui antipodi però sta il Cristo e il suo insegnamento.

Per Cristo il senso della vita sta nel donarsi e nell’amore per il prossimo. Viceversa, il male sta nel chiudersi in sé stessi e vedere gli altri solo come nemici o competitori, un po’ come avviene nel regno animale, il regno della necessità per antonomasia, dove vince il più forte, in una battaglia senza fine. Il regno di Cristo invece è quello dell’amore come atto di libertà, perchè disinteressato e quindi divino per antonomasia.

Per concludere, Dostoevskij è stato certamente uno dei più grandi narratori di ogni tempo. Oggi sembra probabilmente inattuale il suo cristianesimo ortodosso, ma non è per niente ingenuo. Il lumicino del suo pensiero infatti continua a illuminare la galassia di noi scettici moderni. E’ vero che siamo liberi. Ma siamo sicuri di esserlo veramente. Di stare dando un senso alle nostre vite? O siamo chiusi nel formicaio?

Dedicato a chi sta distruggendo il pianeta

E’ possibile dire che la responsabilità sociale della distruzione del nostro Pianeta e quindi dell’uomo che ci vive, sia da imputare maggiormente alla classe dei produttori, un tempo chiamati capitalisti, che fregandosene del tutto delle pessime conseguenze della ricerca del profitto a tutti i costi, stanno inondando il pianeta di plastica e l’atmosfera di CO2? Perchè scusate a me non mi convine affatto che la colpa sia da imputare ai singoli consumatori.

Infatti per quanto un singolo consumatore stia attento, non potrà mai incidere sull’inquinamento come un grande industriale? O sbaglio? Purtroppo questa maledetta classe capitalista sta dominando non solo l’economia, ma anche la politica e i media (veramente servi del potere).

Per questo quando sento parlare di responsabilità individuale mi girano. Responsabilità individuale dei poveri cristi che a malappena sbarcano il lunario, sfruttati e mal pagati a cui viene fatto il lavaggio del cervello 24 ore al giorno? No scusate ma a una classe capitalistica che sta distruggendo il pianeta io non riesco a riconoscere il primato morale di indicare dove l’umanità deve andare.

Per questo la gente farebbe meglio a risvegliarsi, prima che sia troppo tardi. Per il Pianeta, e per noi stessi, che vi abitiamo per quel po’ di anni che ci è concesso vivere.

P.S. Fino a quando si penserà che movimenti come i 5S o i Fratelli del Duce, siano la soluzione significherà che non abbiamo capito un bel niente…Questi sono solo movimenti populistici o peggio regressivi che distolgono dal creare una vera alternativa, in cui confluiscano tutte le forze sociali sfruttate. Ma fino a quando il lavoratore non capirà che i nemici non sono gli immigrati, la magistratura, o in generale la politica, non andremo da nessuna parte.

La realtà è che la questione vera è il lavoro, i salari e le condizioni di sfruttamento, oltre che la distribuzione del reddito e naturalmente la sostenibilità dello sviluppo economico. Per questo ci vorrebbe una coalizione rosso-verde internazionale che riesca finalmente a condizionare le politiche dell’UE, sin ora dominate pesantemente dal liberismo unito all’austerity (insomma il peggio del peggio).

Solidarietà a Mimmo Lucano

Una cosa va detta. Innanzitutto esprimiamo solidarietà a Mimmo Lucano, per la terribile mannaia che gli è calata addosso. Però il punto è anche un altro. Ormai in Italia circola un vento molto ostile nei confronti della magistratura che si dice che vada riformata. Probabilmente è vero. Ma bisognerebbe capire come. Non vorrei che eventi come questi vengano utilizzati con la finalità di strumentalizzare la tragedia personale di un uomo e di una comunità che crede nell’accoglienza e in un mondo più giusto. Il problema ripeto, più che la magistratura è la Legge Bossi Fini che va assolutamente cambiata.

Questa legge razzista che regola i respingimenti, da troppo potere discrezionale al giudice. Infatti come riportato oggi dal Manifesto: <<Il favoreggiamento è disciplinato dall’articolo 12 del Testo unico sull’immigrazione. Il suo impianto viene stabilito nel 1998 dalla Turco-Napolitano. Quattro anni dopo la Bossi-Fini aumenta le pene, specifica le aggravanti ed estende l’applicazione agli attraversamenti dei confini verso altri Stati.>><<LA NORMA PUNISCE chi in violazione del testo unico «promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso». Le pene vanno da uno a cinque anni, ma un’ampia gamma di circostanze porta la reclusione da cinque a quindici. Nell’articolo il profitto non è inteso come un elemento costitutivo del reato, ma come un’aggravante. Per questo anche condotte che non hanno un fine economico possono esserne comprese.

«Il reato non è costruito solo contro i trafficanti di esseri umani, ma anche per combattere chi aiuta i migranti lungo le frontiere». <<II testo prevede una «scriminante umanitaria», cioè esclude dalle condotte sanzionabili quelle di assistenza e soccorso, ma queste vanno di volta in volta provate. Il giudice può riconoscerle oppure no, pur nell’assenza manifesta di qualsiasi profitto>>.Perciò «la norma è scritta in modo da permettere le decisioni più disparate. Per la stessa condotta puoi diventare un eroe o essere condannato a 13 anni di carcere».Per questo andrebbe cambiata la Legge che costituisce l’appiglio giuridico con il quale si è colpito Lucano. Una legge troppo pesante, troppo rigida e al contempo ambigua.

Sul resto dei reati contestati invece che vanno addirittura al Peculato, cioè all’appriazione indebita di soldi pubblici, mi viene davvero difficile crederlo, ma bisognerebbe leggere le carte.La mia impressione a pelle invece è quella di un Lucano poco attento alle procedure burocratiche che ha agito un po’ troppo liberamente ma a fin di bene. Su questo però va detto che viviamo in uno Stato di diritto, e certe ritualità giuridiche purtroppo non si possono ignorare.

Ma non si può nemmeno ignorare che si è resa così rigida la nostra impalcatura giuridica che chiunque voglia fare cose buone per il benessere collettivo si trova con le mani legate, a meno che non si arrischi in territori extralegali molto pericolosi. A Lucano va comunque la solidarietà umana di tutti in virtù di un modello elogiato nel mondo come esempio di accoglienza e di integrazione di popoli. Ricordando che esiste comunque un secondo grado di giudizio, che potrebbe ribaltare la sentenza. E ci si augura tutti che così avvenga! In ogni modo il giudizio politico sul suo operato non può cambiare. Le sentenze giudicano il rispetto delle leggi, ma un giudizio etico lo da per fortuna la storia, e le due cose non sempre collimano.

Al di là dei cambiamenti climatici

Purtroppo, ormai è chiaro come la tempesta Bernd che si è abbattuta sulla Germania occidentale lo scorso 14 luglio, abbia dato conseguenze uniche, inenarrabili per la zona. Sono caduti in due giorni sino a 150mm di pioggia su aree molto estese, e per niente avvezze a tali fenomeni. Ciò ha comportato un vero e proprio disastro con la tragica somma dei morti che sale di ora in ora, a causa del gran numero di dispersi, dovuto anche all’interruzione delle linee di collegamento telefonico e di internet.

Disgraziatamente, queste sono le conseguenze dei cambiamenti climatici. Estati sempre più bollenti, temperature medie sempre più alte, umidità sempre più elevata, sono un mix esplosivo, per lo scoppio di temporali violentissimi non appena refoli di aria più fresca e secca tendono ad infiltrarsi su strati di atmosfera sempre più irrevocabilmente caldi.

Perché stiamo vivendo un’estate caldissima, con continue risalite di aria calda africana, che però tende per brevi periodi a cedere il passo a deboli infiltrazioni di aria più fresca e instabile proveniente da latitudini più elevate, con crollo barico e instabilità atmosferica accentuatissima. Ciò scatena temporali, che seppur tipici della stagione estiva, sull’Europa Centrale, sino alle pianure del Nord Italia, tendono ad assumere connotati sempre più estremi e minacciosi.

Sfortunatamente, il futuro è già ora. Queste sono le conseguenze dirette del Global Warming, con temperature già superiori al grado rispetto alle medie stiamo avendo un aumento dei fenomeni atmosferici estremi esponenziale, con alluvioni, tempeste e ondate di calore sempre più estreme. Infatti, chi non ricorda due settimane fa i quasi 50°C registrati sul Canada sud-occidentale. E non siamo nemmeno all’inizio del temibile periodo degli uragani e dei cicloni, che viste le temperature dell’atmosfera e dei mari sempre più alte, si annunciano costantemente più disastrosi. Soprattutto per le aree caraibiche, il Messico e gli Stati Uniti meridionali, senza contare il sud-est asiatico e diverse isole dell’Oceania che rischiano ad ogni tempesta di scomparire.

Ma se il futuro è già qui, non sembra che i politici e i governi si rendano ben conto dei rischi gravissimi che l’umanità sta correndo. Perché certi fenomeni potrebbero portare in poco tempo al cambio della morfologia di zone densamente popolate, che diverrebbero pianure alluvionali, esposte ciclicamente in maniera sempre più veloce, a sommersione, con gravi danni alle cose e alle persone.

Amplissime fette di costa poi potrebbero finire sott’acqua in maniera sempre più frequente a causa dell’innalzamento dei livelli del mare e delle tempeste sempre più forti. Si pensi al caso di Venezia, in cui il fenomeno dell’acqua alta ormai si presenta praticamente in ogni stagione e in maniera sempre più estrema. Ma ci sono tantissime città al mondo, città dove vivono milioni di persone, si pensi ad esempio alla regione del Golfo del Bengala, che sono sommerse praticamente ogni anno da piogge e tifoni sempre più violenti.

Insomma, la situazione è da allerta continua, ma si parla ancora di obbiettivi lontani, come il Trattato di Parigi sul clima. Purtroppo, credo che ammesso che si riesca davvero a contenere l’aumento termico a “soli” 2°C sia già tardi e si debba pensare a come far fronte ai cambiamenti climatici ormai irreversibili. Per questo non basta parlare di riconversione ecologica, ma si dovrebbe puntare sulla protezione delle coste, sull’analisi del rischio, sugli impatti reali che i cambiamenti climatici avranno sui territori e su intere popolazioni.

Ma l’Europa e gli Usa invece preferiscono chiudersi nei loro fortini, pensando che le grandi ondate migratorie così daranno tregua. Purtroppo per noi fortunati, che viviamo nelle zone più prospere del pianeta, che abbiamo contribuito da almeno 200 anni in maniera decisiva ad inquinare e distruggere a causa del nostro terribile metodo di produzione, irrazionale, ottuso, affetto da cupidigia e da bramosia di accumulo e consumo di beni, non basterà alzare i muri, grazie anche a dittatori extracomunitari collusi coi nostri interessi, che alzano di giorni in giorno le loro pretese per fare i nostri comodi.

Perché la dinamica demografica è troppo sbilanciata in favore dei Paesi poveri. Perché i cambiamenti climatici stanno rendendo alcune aree del Pianeta invivibili. Perché i muri non fermeranno le nubi, le tempeste, il mare e le ondate di calore.

Bisogna quindi considerare la questione in maniera sistemica. Tenere conto della demografia. Tenere conto dell’ambiente e del clima per creare un sistema produttivo e uno stile di vita finalmente davvero sostenibile. Ma io per il momento vedo solo dichiarazioni deboli da parte di leader deboli, che sembrano muoversi sempre con almeno dieci anni di ritardo rispetto all’incombenza del presente.

La mia paura è che la riconversione ecologica ci sarà, ma avrà dei costi elevatissimi che saranno scaricati sui più deboli. Con aumento della sperequazione delle ricchezze e con uno stato che andrà ad assumere caratteri sempre più repressivi. Uno Stato distante ma cattivo. Qualcosa di simile ad un regime etico-totalitario, dove pochi continueranno a condurre una vita sfrenata e la stragrande maggioranza della popolazione sarà invece obbligata a fare enormi sacrifici, in un mondo meno prospero e più ostile.

Nei prossimi anni sarò lieto di essere smentito.

Sul disastro delle carceri italiane

Ieri, 14 luglio, CCXXXIII anniversario della presa della Bastiglia, Mario Draghi, insieme alla guardasigilli, Marta Cantabria, visita il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Succede dopo i video shock che mostrano la mattanza che la polizia penitenziaria ha compiuto nei confronti di duecento detenuti.

Il Gip per la verità aveva già emesso il 28 giugno, 52 misure cautelari, per la <<perquisizione>> del padiglione Nilo, dove il 5 aprile del 2020 i detenuti erano insorti in seguito all’emersione di un caso Covid, chiedendo maggiori misure di prevenzione nei loro confronti (mascherine, disinfettanti).

Il giorno dopo però parte quella che verrà raccontata come una perquisizione accurata del padiglione, ma che in seguito all’esposto del garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambrello (sulla base di video dei detenuti stessi), assumerà carattere inquietante. Fu più che una perquisizione, invece una vera mattanza, che si provò ad insabbiare anche grazie all’intervento di Fullone (provveditore delle carceri della Campania), allo scopo di giustificare ex post le violenze, alterando i video di sorveglianza, producendo prove, inducendo a credere che i detenuti abbiano opposto resistenza, quando di fatto ciò non successe.

Fullone avrebbe insomma depistato le indagini. Ma non è il solo dirigente chiamato a rispondere di reati gravissimi (falso ideologico, depistaggio, favoreggiamento, frode). Con lui infatti appaiono tra gli indagati Gaetano Manganelli (comandante del carcere) e Pasquale Colucci (comandante del nucleo chiamato a ristabilire l’ordine). Questi due finiscono addirittura ai domiciliari, come registi dell’avvenuto, mentre Fullone è stato semplicemente per il momento interdetto dai pubblici uffici.

Ma in totale sono 52 le misure cautelari, con 8 arresti in carcere e 18 ai domiciliari, per reati gravissimi, tra i quali tortura e lesioni pluriaggravate. Infatti, come emerge dai video di sorveglianza i detenuti furono picchiati selvaggiamente e seviziati da agenti in assetto antisommossa e con i manganelli, senza nessun motivo plausibile. Persino un detenuto in sedia a rotelle è stato picchiato. E il 4 maggio uno dei detenuti interessati dalle torture si è tolto la vita, in seguito probabilmente al gravissimo choc subito.

Inoltre, molti detenuti finirono in isolamento e gli altri non ricevettero nessuna cura medica.

Tutto ciò mentre il ministro della giustizia Bonafede, non si capisce quanto in buona fede, dichiarava che si era trattato di una <<doverosa azione di ripristino della legalità>>.

Quel matacchione di Bonefede verrebbe da dire. Fu evidentemente informato male, come anche nella questione del Giudice Di Matteo, prima nominato per il Dap e poi senza nessuna motivazione sostituito da Petralia, non certo un nome di spicco. Strana coincidenza che le rivolte nelle carceri si siano svolte in concomitanza con la questione di chi dovesse dirigere il Dap (ufficio di giustizia importantissimo, e di vertice, per quanto riguarda l’organizzazione del sistema carcerario e del 41-bis).

Sta di fatto che qualcosa è sfuggito e oggi Draghi ha scelto di metterci la faccia, insieme alla nuova guardasigilli. Tuttavia il discorso del Premier sembra abbastanza striminzito, stitico, non si è insomma andati oltre alla generica solidarietà e ad una fumosa deresponsabilizzazione degli individui coinvolti, adducendo che il problema è sistemico. Scusate ma la mattanza sarà stata ordinata o meno? Sarà stata eseguita o no? Ecco mi pare un’azione davvero sistematica ma unilaterale, cioè della polizia penitenziaria, che dovrebbe assicurare l’ordine, e persino, sic!, la sicurezza dei carcerati!

Allora la responsabilità sta tutta da una parte ed è di chi in quel momento stava rappresentando lo Stato. Per questo Draghi avrebbe solo dovuto chiedere scusa e dire che avrebbe fatto tutto il possibile perché ciò non si ripetesse. Lui invece con la Cartabia ha parlato genericamente di riformare la giustizia.

Allora mi viene il sospetto che gli stesse a cuore più che il discorso dei detenuti, il tema dei processi e di come ridurne la durata. Ma questa è una dinamica che interessa i colletti bianchi, non certo un detenuto in carcere per direttissima, con scarsissimi mezzi a disposizione per difendersi in sede processuale.

Un’altra critica poi la porrei al sistema informativo italiano e persino alla società civile. Infatti, al contrario di quanto è avvenuto in America con l’omicidio di George Floyd, e il movimento dei “Black lives matter”, non si è creato nessun movimento di protesta, nessuna inchiesta, nessun tentativo di un’indagine sistemica su quello che è successo. Forse perché il fatto è molto politico, forse perché mancano gli attori capaci di contestualizzarlo e analizzarlo, forse perché la società italiana è in stato lisergico, depressivo, menefreghista, incazzato, e non riesce a veder oltre il guscio di casa.

Invece caro Draghi, da te ci si potrebbe aspettare di più che le solite frasi misurate, fredde, inutili. Facendo così è normale che ti viene il sospetto che si sia fatta una mera passerella, per svelenire il clima da una parte, ma anche per disinformare circa la verità di quel che veramente è accaduto, con lo Stato che similarmente a Genova nel 2001 è diventato torturatore, proprio come quei regimi che tanto critichiamo giustamente, Egitto, Turchia, Cina, Russia…

Nessuno ricorda che abbiamo avuto ben 12 decessi accertati in seguito alle rivolte di marzo 2020 nelle carceri. Ma chi ha gettato la scintilla non si sa. Così come non si sa perché proprio in quei giorni la nomina di Di Matteo decadde. Coincidenze? O qualche mafioso al 41-bis, non era contento della nomina e ha spinto perché le carceri diventassero un inferno con il pretesto del Covid.

Non mi sembra impossibile ipotizzare ciò, ma peccato che sui media nessuno abbia avanzato ipotesi o congetture a tal proposito. Al contrario sembra che siamo bloccati in una narrazione della realtà lineare, abulica, stitica che apparerebbe sintetica ma che è il suo contrario: frammentaria, caotica, piena di elementi inutili che distolgono l’attenzione dai fatti veramente importanti.

P.S. Dimenticavo forza azzurri! Siamo campioni d’Europa!

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Bugie

Mentre una macchina industriale

Pulisce la mia mente

Con oscure e spigolose melodie

Loro si riuniscono e ridono alle nostre spalle

E firmano trattati segreti

e sono così sfacciatamente soddisfatti

dei loro misteriosi piani,

No, Non lo sa nessuno

Perché noi crediamo

Si, noi crediamo

Siamo stati così imbevuti di bugie

Che ora non sappiamo neppure chi siamo

Schiacciati tra il Papa e il Denaro,

viviamo puzzolenti come cimici

e non lo riconosciamo!

No, non lo riconosciamo!

E ci facciamo la guerra,

stupide galline e galli testosteronici,

accecati dal Potere,

pensiamo di contare,

Perché noi crediamo

Si, noi crediamo

Le potenze ci hanno schiacciato

Controllano le nostre menti

Controllano con messaggi subliminali

e tecniche avanzatissime, le nostre menti.

Mentre al centro il cervello fuma

giacendo spappolato

come uno scarafaggio tanto odiato,

Perché noi crediamo

Si, noi crediamo

E mortificando il nostro orgoglio con le bugie,

ci hanno resi vittime e complici

con incendi e genocidi…

E hanno distrutto l’aria e l’acqua,       

E ci hanno corrotti

coinvolgendoci nei loro oscuri piani,

di schiavitù e sfruttamento.

Ma noi ancora crediamo,

Si, noi,

follemente, crediamo!

Post Polemico

Non mi piace che prima ci hanno reclusi in casa, isolati e terrorizzati e ora invece ci sia un liberi tutti, con nemmeno il 50% della popolazione vaccinata e con la temibile variante Delta in azione sul nostro territorio, associata ad un graduale ma inesorabile aumento dei contagi.

Non mi piace nemmeno vedere il rigorismo di Speranza essere buttato così facilmente nella spazzatura, come il pesce andato a male nel periodo estivo, perché mi sa di presa per i fondelli, giustificato dalle necessità dell’economia del turismo (quando basterebbe essere semplicemente più cauti, aperture si, ma con regole e sobrietà, insomma qualità, non turismo di massa, e l’Italia potrebbe permetterselo e come!)

Non mi piace nemmeno vedere Draghi dare del dittatore ad Erdogan e poi tacere completamente sull’uccisione terribile di Regeni e sulla ignobile reclusione di Patrik Zaki! In Italia si sta facendo una battaglia sui diritti civili, ma sembra che nei confronti di dittatori feroci quali al-Sisi ci sia una certa reverenza. Dittatori che non solo non rispettano i diritti degli omosessuali, dei transgender, ma che usano la tortura e la reclusione illegale contro chiunque più semplicemente voglia essere libero di esprimere le proprie idee.

Non mi piace nemmeno che in Italia sono quasi due anni che i ragazzi e i bambini, non sono potuti andare regolarmente a scuola, mentre in occasione della vittoria degli Europei di Calcio si siano permessi ogni tipo di assembramenti, con addirittura un pullman aperto della nazionale passeggiare, come se nulla fosse, per le vie di Roma attorniato da folle bibliche, in un clima di reale di follia collettiva. Ma le autorità dov’erano? Io ricordo ancora le scene del marzo dell’anno scorso con gente che faceva footing sulla spiaggia ed era inseguito con gli elicotteri della polizia…

Ma non mi piace, anche, e soprattutto, che per il totem dell’economia che impone un clima di ottimismo diffuso per far ripartire i consumi ci si stia rifuggiando nell’irrazionalismo più becero, dando aria ai vari negazionismi, alle varie destre, e di fatto annullando il discorso su tematiche serie e ormai improrogabili, quali sono quelle del sistema produttivo e la tutela del lavoratore, che da questa epidemia ne sta uscendo con le ossa rotte: sempre meno diritti, sempre più flessibilità, sempre meno lavoro e in compenso un pianeta sempre più inquinato, in cui sta scoppiando una bolla ecologica a causa delle plastiche, ormai presenti in ogni organismo vivente (con esiti imprevedibili) e la bomba climatica.

Perché se tutti parlano di competitività e di riconversione ecologica qualcosa non mi quadra. E temo solo una cosa, che come al solito, almeno dagli ultimi 30 anni a questa parte, chi la pagherà cara saranno i più deboli socialmente, gli scarti del sistema, in una visione darwiniana riassumibile dalla visione del “keynesiano” liberale Draghi, secondo cui lo Stato deve aiutare i vari settori economici ma, da buon stato giardiniere, non incentivare i rami secchi. Ebbene spero proprio che nessuno di noi si trovi su uno di questi rami: superflui, inessenziali, inutili…