Sul disastro delle carceri italiane

Ieri, 14 luglio, CCXXXIII anniversario della presa della Bastiglia, Mario Draghi, insieme alla guardasigilli, Marta Cantabria, visita il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Succede dopo i video shock che mostrano la mattanza che la polizia penitenziaria ha compiuto nei confronti di duecento detenuti.

Il Gip per la verità aveva già emesso il 28 giugno, 52 misure cautelari, per la <<perquisizione>> del padiglione Nilo, dove il 5 aprile del 2020 i detenuti erano insorti in seguito all’emersione di un caso Covid, chiedendo maggiori misure di prevenzione nei loro confronti (mascherine, disinfettanti).

Il giorno dopo però parte quella che verrà raccontata come una perquisizione accurata del padiglione, ma che in seguito all’esposto del garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambrello (sulla base di video dei detenuti stessi), assumerà carattere inquietante. Fu più che una perquisizione, invece una vera mattanza, che si provò ad insabbiare anche grazie all’intervento di Fullone (provveditore delle carceri della Campania), allo scopo di giustificare ex post le violenze, alterando i video di sorveglianza, producendo prove, inducendo a credere che i detenuti abbiano opposto resistenza, quando di fatto ciò non successe.

Fullone avrebbe insomma depistato le indagini. Ma non è il solo dirigente chiamato a rispondere di reati gravissimi (falso ideologico, depistaggio, favoreggiamento, frode). Con lui infatti appaiono tra gli indagati Gaetano Manganelli (comandante del carcere) e Pasquale Colucci (comandante del nucleo chiamato a ristabilire l’ordine). Questi due finiscono addirittura ai domiciliari, come registi dell’avvenuto, mentre Fullone è stato semplicemente per il momento interdetto dai pubblici uffici.

Ma in totale sono 52 le misure cautelari, con 8 arresti in carcere e 18 ai domiciliari, per reati gravissimi, tra i quali tortura e lesioni pluriaggravate. Infatti, come emerge dai video di sorveglianza i detenuti furono picchiati selvaggiamente e seviziati da agenti in assetto antisommossa e con i manganelli, senza nessun motivo plausibile. Persino un detenuto in sedia a rotelle è stato picchiato. E il 4 maggio uno dei detenuti interessati dalle torture si è tolto la vita, in seguito probabilmente al gravissimo choc subito.

Inoltre, molti detenuti finirono in isolamento e gli altri non ricevettero nessuna cura medica.

Tutto ciò mentre il ministro della giustizia Bonafede, non si capisce quanto in buona fede, dichiarava che si era trattato di una <<doverosa azione di ripristino della legalità>>.

Quel matacchione di Bonefede verrebbe da dire. Fu evidentemente informato male, come anche nella questione del Giudice Di Matteo, prima nominato per il Dap e poi senza nessuna motivazione sostituito da Petralia, non certo un nome di spicco. Strana coincidenza che le rivolte nelle carceri si siano svolte in concomitanza con la questione di chi dovesse dirigere il Dap (ufficio di giustizia importantissimo, e di vertice, per quanto riguarda l’organizzazione del sistema carcerario e del 41-bis).

Sta di fatto che qualcosa è sfuggito e oggi Draghi ha scelto di metterci la faccia, insieme alla nuova guardasigilli. Tuttavia il discorso del Premier sembra abbastanza striminzito, stitico, non si è insomma andati oltre alla generica solidarietà e ad una fumosa deresponsabilizzazione degli individui coinvolti, adducendo che il problema è sistemico. Scusate ma la mattanza sarà stata ordinata o meno? Sarà stata eseguita o no? Ecco mi pare un’azione davvero sistematica ma unilaterale, cioè della polizia penitenziaria, che dovrebbe assicurare l’ordine, e persino, sic!, la sicurezza dei carcerati!

Allora la responsabilità sta tutta da una parte ed è di chi in quel momento stava rappresentando lo Stato. Per questo Draghi avrebbe solo dovuto chiedere scusa e dire che avrebbe fatto tutto il possibile perché ciò non si ripetesse. Lui invece con la Cartabia ha parlato genericamente di riformare la giustizia.

Allora mi viene il sospetto che gli stesse a cuore più che il discorso dei detenuti, il tema dei processi e di come ridurne la durata. Ma questa è una dinamica che interessa i colletti bianchi, non certo un detenuto in carcere per direttissima, con scarsissimi mezzi a disposizione per difendersi in sede processuale.

Un’altra critica poi la porrei al sistema informativo italiano e persino alla società civile. Infatti, al contrario di quanto è avvenuto in America con l’omicidio di George Floyd, e il movimento dei “Black lives matter”, non si è creato nessun movimento di protesta, nessuna inchiesta, nessun tentativo di un’indagine sistemica su quello che è successo. Forse perché il fatto è molto politico, forse perché mancano gli attori capaci di contestualizzarlo e analizzarlo, forse perché la società italiana è in stato lisergico, depressivo, menefreghista, incazzato, e non riesce a veder oltre il guscio di casa.

Invece caro Draghi, da te ci si potrebbe aspettare di più che le solite frasi misurate, fredde, inutili. Facendo così è normale che ti viene il sospetto che si sia fatta una mera passerella, per svelenire il clima da una parte, ma anche per disinformare circa la verità di quel che veramente è accaduto, con lo Stato che similarmente a Genova nel 2001 è diventato torturatore, proprio come quei regimi che tanto critichiamo giustamente, Egitto, Turchia, Cina, Russia…

Nessuno ricorda che abbiamo avuto ben 12 decessi accertati in seguito alle rivolte di marzo 2020 nelle carceri. Ma chi ha gettato la scintilla non si sa. Così come non si sa perché proprio in quei giorni la nomina di Di Matteo decadde. Coincidenze? O qualche mafioso al 41-bis, non era contento della nomina e ha spinto perché le carceri diventassero un inferno con il pretesto del Covid.

Non mi sembra impossibile ipotizzare ciò, ma peccato che sui media nessuno abbia avanzato ipotesi o congetture a tal proposito. Al contrario sembra che siamo bloccati in una narrazione della realtà lineare, abulica, stitica che apparerebbe sintetica ma che è il suo contrario: frammentaria, caotica, piena di elementi inutili che distolgono l’attenzione dai fatti veramente importanti.

P.S. Dimenticavo forza azzurri! Siamo campioni d’Europa!

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